Musica, senza steccati

domenica 25 marzo 2012

Mozart a modo mio (ma perché non a modo suo?)

07:04 Posted by Igor Principe , , 5 comments
Premessa: non ho visto il programma. Questa non è quindi una recensione, ma una riflessione sulla filosofia che sta dietro a Mozart a modo mio, che ieri ha debuttato su DeaKids. Riflessione che nasce dalla lettura della rassegna stampa a riguardo (un esempio tra tutti: Corriere.it, corredato da un paio di video).

Il conduttore è Matteo Macchioni: 28 anni, tenore, fama raggiunta grazie a un talent-show di peso qual è Amici. In Mozart a modo mio ha il compito di avvicinare i più piccoli all'opera, guidando tre bambini nella musica di Amadeus e portandoli a reinterpretare secondo lo stile pop, rock e dance l'aria Papageno.

Il programma è stato realizzato con AsLiCo, Associazione Lirica e Concertistica Italiana. C'è quindi - ammesso sia necessario - il placet di un'istituzione classica. Istintivamente, non lo vedo come un buon segno. Precisiamo: non avrei visto nemmeno come buon segno l'alzata di scudi del parruccume a custodia della sacralità di certa musica. Però non riesco a non pensare che se l'AsLiCo va sulla strada del Mozart in rock (per citare un bel libro di Loredana Lipperini di qualche anno fa), le vie della divulgazione musicale sono molto finite (cioè molto limitate).

Forse sto esagerando. Forse, come è accaduto con la Storia d'Italia a fumetti di Enzo Biagi o con la Storia della musica (sempre a fumetti) di Deyries, Lemery e Sadler, un bel po' di bambini scopriranno la bellezza di Mozart e della cosiddetta classica e se ne appassioneranno, facendone un terreno da coltivare per tutta la vita. Io stesso, dopotutto, da bambino leggevo e rileggevo quella Storia della musica lì.

Però la passione è nata anche grazie a uno sceneggiato quale Verdi, e a un'insegnante di nome Alice Mazzei Ferrari che aveva la capacità di far giocare i propri alunni con Mozart e affini senza chieder loro di trasformarlo in rock e in pop. Che sono divertenti, e molto (oltre, passatemi la considerazione pleonastica, che una forma di cultura popolare nobilissima). Però, ecco, se l'intento di avvicinare i bimbi alla classica fosse stato contemplato pensando un programma che racconti la classica per quello che è, e non per quello che può diventare grazie alle forme musicali più diffuse oggi, forse sarebbe stato meglio.

Così mi sembra il caso dell'insegnante d'arte che pensa di spiegarne la storia ai più piccoli disegnando due baffi alla Gioconda.

5 commenti:

  1. Premetto che sono una fan di Matteo ma non avendo Sky non ho potuto seguire il programma quindi non posso giudicare il programma.
    Forse hai ragione tu che la musica classica andrebbe insegnata per come nasce, ma soprattutto quando si è bimbi il più delle volte le cose le impari attraverso il gioco per poi continuare in modo più serio.

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  2. Che il gioco sia essenziale per imparare le cose, sono d'accordo. Dirò di più: mai smettere di giocare, anche da adulti. Il punto è dove lo collochi, il gioco. Io dico che un conto è giocare con la classica, lasciandola così com'è; un altro è giocare con la classica trasformandola in altro. Continuo a preferire la prima strada.

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  3. Ciao Igor! Ho vissuto in prima persona il talent portando mia nipote e due alunne. Tutte hanno seguito il percorso de"Il flauto magico" proposto da Aslico avvicinandosi al Mozart classico ed imparando attraverso le attività da me proposte ad amarlo. E' stato divertente trasformare l'aria di Papageno in versione pop. Questo è stato fatto per partecipare ad un talent organizzato nel pieno rispetto dei bambini e senza ansie da prestazione, fatta eccezione ovviamente per un po' di timore in merito alla propria performance. La trasmissione è stata poi strutturata in modo da far conoscere il mondo dell'opera per quello che è. I bambini vincitori hanno realizzato un proprio videoclip e si sono divertiti provando ad essere star per un giorno ...non si sono montati la testa, anzi, l'esperienza li ha avvicinati ancora di più al fantastico mondo della musica.

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  4. Ciao Anonimo. Una domanda: perché non ti sei firmato? Il tuo commento è molto bello.

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  5. Gent. Igor,
    ho visto la sua "non recensione" solo oggi, altrimenti avrei risposto con piacere prima.
    Sono la mamma di Anna, una dei tre bambini scelti per registrare la trasmissione.
    Non sono stati "messi i baffi" a Mozart, tutt'altro. Il programma è stato per mia figlia un veicolo importante e motivante per conoscere, apprezzare e rispettare la musica lirica.
    L'iniziativa non indica le vie ormai limitate della musica, bensì le illimitate e flessibili risorse esplorative dei nostri bambini.
    Mi sembra di cogliere anche nel suo scritto lo spirito curioso di un bambino che ha imparato in modi diversi ad aprire il cuore alla musica.
    E non c'è niente di più bello per me che vedere la propria figlia aprirsi con serenità a ciò che di meraviglioso, come la musica, la vita ci offre.
    Buona serata
    Roberta

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