Musica, senza steccati

sabato 10 marzo 2012

Parte il soundtrack, e tu piangi

05:47 Posted by Igor Principe , , , No comments
[Premessa doverosa: questo post è un'autopromozione]

Una decina di giorni fa ho vissuto mezz'ora nel mio passato professionale di giornalista musicale, intervistando un musicista. Si tratta di Paolo Buonvino, che la communis opinio indica come il possibile erede di Ennio Morricone. Non nascondo di esserne stato felice, avendo un'autentica passione per le colonne sonore. Con lui ho parlato di come, appunto, una colonna sonora riesca dettare le emozioni di chi sta in sala.

L'intervista è uscita su Yahoo! Cinema. Lo spunto veniva da un altro articolo apparso su Yahoo! UK, in cui si facevano esempi di scuola per l'uso delle note a commento di scene a forte impatto emotivo. Si parlava dello Squalo (dum-dum-dum-dum...), del Miglio Verde, di Indiana Jones. E se ne parlava in modo decisamente banale. Vuoi piangere? Usa gli archi dolcemente su un modo minore. Vuoi ridere? Suona un basso tuba. Cose onomatopeicamente ovvie.

Buonvino ha parlato d'altro, approfondendo le chiavi della percezione musicale e dicendo una cosa intrisa di buon senso: "Se sei un attore e devi piangere, o usi la cipolla sotto agli occhi o pensi a qualcosa che ti emozioni". Facile capire che la cipolla sono i metodi di cui sopra. Facile capire che le emozioni non stanno nel modo scientifico di leggere la musica (emblematico il caso di Adele e di Someone Like You).

Molto meno facile, invece, è scrivere una colonna sonora che intrecci vari tipi di emozioni, commentando una scena con sentimenti ipoteticamente contrastanti quali l'ironia e la malinconia. Fiorenzo Carpi, per fare un nome, c'è riuscito. Come sanno tutti coloro che non dimenticheranno mail il Pinocchio di Luigi Comencini

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