Musica, senza steccati

martedì 10 aprile 2012

Gli U2 tra il pop e Dropbox

06:57 Posted by Igor Principe , , No comments
Si parla di U2, in questi giorni. Chi li cerchi su GNews trova link che parlano di loro per due ragioni: una prossima svolta pop; gli investimenti in Dropbox.

Le due cose sembrano distanti, ma forse non lo sono così tanto. Un loro collegamento potrebbe essere nella mutazione della creatività di Bono e compagni. Prima erano una rock band (e che rock band!); ora sono lungimiranti investitori. Attività per nulla disdicevole, sia chiaro, e per la quale è necessario anche uno spiccato senso creativo.

Partiamo da questo secondo punto. E' già nota la partecipazione degli U2 a Facebook con 270 milioni di dollari, investimento intelligente per il quale, grazie alla ormai prossima quotazione in borsa dell'azienda fondata da Mark Zuckerberg, frutterà ai dubliners un miliardo di dollari. Adesso la loro attenzione si è spostata su Dropbox, il servizio di storage on line che attrae sempre più utenti. Per ora, l'intuito da venture capitalist di Bono, The Edge, Larry e Adam si sta dimostrando efficace.

Veniamo quindi alla musica, con una domanda secca secca: a quando risale l'ultimo grande disco degli U2? E' opinione piuttosto diffusa che si tratti di Acthung Baby, quindi di un capolavoro che ha compiuto nel 2012 i 21 anni di età. Anche io, per quel che vale, vedo in quel disco un capolavoro, oltre che il prodotto artistico più rilevante del gruppo (più di Joshua Tree). Una manciata di brani epocali, i cui effetti si sono riverberati sulla qualità dei successivi Zooropa e Pop: non pietre miliari, ma comunque dischi di buon livello. Dopo, gli U2 hanno dato l'impressione di vivere del proprio mito. Il mio amico Giovanni, fine cultore del buon rock e, un tempo, acceso fan dei dublinesi, mi sintetizzò con questa breve drammaturgia la loro ultima epoca:

Interno: studio di registrazione
The Edge: 'Oh, vi ricordate come facevamo agli inizi? Da-da-da-da-da (schitarrata)
Adam: 'Grande! Ti seguo! Du-du-du-du-du-du-du (basso continuo)
Larry: 'Yeah! tum-tum-chak-tum-tum-tum-chak-tum-tum-tum-chak-tu-tu-tu-tu-tum-chak! (batteria)
Bono: 'Abbiamo il disco. ora trovo i testi'.

Ho fatto molta fatica a dar torto a Giovanni. Questi, temo, sono gli U2 degli ultimi anni. Il loro valore dal vivo, per carità, è indiscutibile: fanno grandissimi show, complice un'attenzione all'evento scenografico che mi ricorda i Pink Floyd di un tempo. Ma come musica, siamo in carestia. E se ne sono accorti loro per primi, dal momento che lo stesso Bono ha dichiarato che "per sopravvivere come gruppo è necessario piazzare un album di hit". Da qui, pare sia partita una collaborazione con gli One Direction, che le cronache danno come gruppo pop sulla breccia.

Ora. Non c'è alcun male a voler virare sul pop. Il punto è come lo fai. Se lo senti come impulso artistico, come strada verso qualcosa di inesplorato e, in potenza, creativamente fertile, hai tutto il diritto di procedere. Se invece lo vedi come un modo per stare a galla - e io quello degli U2 lo percepisco così - allora dovresti avere il coraggio dell'onestà che, per esempio, hanno avuto i R.E.M., e di limitarti a irrorare la vena creativa imprenditoriale.

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