Musica, senza steccati

sabato 28 aprile 2012

La Giornata Internazionale del Jazz

13:58 Posted by Igor Principe , No comments
Lunedì 30 aprile si celebra, sotto l'egida Unesco, la Giornata Internazionale del Jazz. L'istinto mi dice che è una notizia meravigliosa. Adoro il jazz perché si fonda sull'improvvisazione, che poi è composizione immediata di gran musica. Lo adoro perché mi fa battere i piedi e muovere la testa. Lo adoro perché se dici "suona un accordo di do" a un pianista classico, lui suona do-mi-sol; ma se lo dici a un pianista jazz lui suona do-mi-sol-si bemolle-re-la bemolle-do diesis, e lo fa in modo che il tuo orecchio, invece di denunciarlo per abuso di dissonanza, lo trovi affascinante. Lo adoro perché mi ha sempre dato la scusa di suonare le note che voglio io, e di non faticare su quelle cui lo spartito classico giustamente ti obbliga. Lo adoro perché in jazz puoi convertire MonteverdiBach o i Peter Gabriel. Lo adoro perché è libero.

Poi però mi fermo a pensare: perché una Giornata Internazionale del Jazz? C'è allora quella della Classica? O del Pop? Ho cercato informazioni, ma non le ho trovate. Ho invece trovato le ragioni per le quali l'Unesco ha proclamato la ricorrenza. Eccole: 

- Jazz breaks down barriers and creates opportunities for mutual understanding and tolerance;
- Jazz is a vector of freedom of expression;
- Jazz is a symbol of unity and peace;
- Jazz reduces tensions between individuals, groups, and communities;
- Jazz fosters gender equality;
- Jazz reinforces the role youth play for social change;
- Jazz encourages artistic innovation, improvisation, new forms of expression, and inclusion of traditional music forms into new ones;
- Jazz stimulates intercultural dialogue and empowers young people from marginalized societies.

Di tutto questo catalogo, io credo che specifico del jazz sia solo il penultimo punto (dicevo infatti di Bach e di Gabriel). Tutto il resto mi pare lo faccia la musica. Tutta, senza steccati.

Messa così, della Giornata Internazionale del Jazz mi sfugge il senso. O forse c'è, ed è connesso all'essenza stessa di una musica che, dopotutto, "se non sai cos'è, allora è jazz!". Quindi, chissenefrega del senso. Godiamoci il 30 aprile, ascoltando tutto quello che le radio e la rete e gli eventi in giro per il mondo faranno suonare. Da par mio, oltre a non perdermi Richard Galliano ospite nella puntata speciale di Sostiene Bollanidi sicuro non mancherò di ascoltare il brano che del jazz mi ha aperto le porte. Era il primo su una cassetta di mio padre, registrata da non so chi. Non ricordo nemmeno che età avessi (ma ero piccolo), ed è stata una rivelazione di cui è artefice Billy Strayhorn. Anche se, per il resto del mondo, è la sigla con cui il Duca apriva i suoi show.

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