Musica, senza steccati

martedì 3 aprile 2012

Magari fossimo tutti loggionisti

04:10 Posted by Igor Principe , , , , 2 comments
Questo post nasce da una considerazione di Luca Sofri sui loggionisti della Scala e gli utenti dei social network. Luca ha assistito alle Nozze di Figaro dirette da Andrea Battistoni: l'opera gli è piaciuta, i buu al direttore da parte del loggione no. La sua considerazione muove da quei buu, ingenerosi poiché ululati in "un contesto in cui il dissenso si esprime anonimo, aggressivo, offensivo, superficiale, nei confronti di qualcuno che ha fatto un lavoro straordinario e pazzesco che non saranno mai capaci di fare in mille anni quelli che gli fanno buuu e che trovano solo così occasione di affermazione del proprio preteso amore per ciò di cui si parla".

Quei buu, conclude Sofri, sono come "i commenti prepotenti, saccenti, violenti e privi di argomenti su internet". Che quindi non li ha inventati internet, ma hanno una storia ben più corposa.

Il ragionamento di Luca tocca un punto centrale nel rapporto tra il pubblico e un'opera d'arte: il diritto di critica. Come è stato rilevato in un commento al suo post, non è possibile a fine spettacolo alzarsi dalla propria poltrona e andar dal direttore per spiegare educatamente perché non ci sia piaciuto il suo lavoro. Certo, ci si potrebbe limitare a non applaudire. Ma l'opera muove passioni incontrollate, e allora si indulge nel facile e chiassoso dissenso espresso dal buu. Spiacevole, è vero. Ma sempre meglio di quando si andava a teatro per affaccendarsi in altro - giocare a dadi, banchettare, fornicare - fruendo della musica come oggi negli aeroporti (con la differenza che sul palco non passava Clayderman, ma Amadeus).

Ora, i loggionisti spesso esagerano. Come Luca, non sono praticissimo di teatro d'opera (dal vivo ho ascoltato più musica sinfonica, dove il loggionismo molto è meno presente); ma ho letto alcuni libri in cui  l'eccesso di zelo sacerdotale con cui dal loggione si celebra la tradizione è ben raccontato. Un episodio tra tutti. Nel 1955 alla Scala va in scena una Traviata che farà storia: regia di Luchino Visconti, direzione di Carlo Maria Giulini, Violetta affidata a Maria Callas. Nel primo atto c'è una scena in cui Violetta siede su un tavolo e dondola un piede fino a far volare una scarpina. Il gesto non fu preso bene. "Quel momento di domestica disinvoltura, di privacy ricuperata dopo la fatica della festa, fu un tocco di realismo geniale che suscitò lo scandalo e l'indignazione delle vestali del patrio melodramma", ha scritto a riguardo Massimo Mila.

Ciò la dice lunga su un certo modo di essere loggionisti. Tuttavia, non va dimenticato un punto centrale: un loggionista ne sa. Secondo me Luca affretta il proprio giudizio quando sottolinea l'affermazione del proprio preteso amore per ciò di cui si parla, perché in questo caso all'amore si aggiungono la conoscenza e la competenza di chi da una vita (l'età media ai piani alti della Scala è anch'essa alta) macina arie, gorgheggi e acuti. E va fuori bersaglio quando, in sintesi, muove al loggionista l'obiezione "ehi, tu che fischi, cosa sapresti fare se fossi sul podio?". Su questa base, di musica potrebbe parlare solo chi anche la suoni. E bene, magari.

Ecco perché dico "magari fossimo tutti loggionisti". Perché esserlo significherebbe avere su un argomento un grado di competenza tale da essere sicuro di parlarne con cognizione di causa. Ed ecco perché il loggionista non è l'utente medio di internet, dove quella cognizione è merce rara. Il loggionista fa buu perché - al netto degli eccessi di cui sopra, ed è un bel netto - non può far altro. L'utente medio ha ben altri spazi di ragionamento: se è sintetico, sta in 140 caratteri. Se è meno sintetico, usa Facebook e i commenti. Se è prolisso, scrive un post (mea culpa). Il punto è che dovrebbe ragionare. Se non lo fa, ciò non fa di lui un loggionista.

2 commenti:

  1. Muovo solo un'obiezione, perché mi interpreta male e la fa facile:
    "Luca muove al loggionista l'obiezione "ehi, tu che fischi, cosa sapresti fare se fossi sul podio?". Su questa base, di musica potrebbe parlare solo chi anche la suoni."
    Dovrebbe essere:
    "Luca muove al loggionista l'obiezione "ehi, tu che fischi, cosa sapresti fare se fossi sul podio?". Su questa base, di musica potrebbe fischiare solo chi anche la suoni."
    E la risposta è sì. Criticare sono ovviamente liberi tutti.

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  2. Battistoni, giovane raccomandato, e talento da spalatore di aria, da un musicista che ha suonato un'opera diretta dal fenomeno del nulla.

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