Musica, senza steccati

venerdì 20 aprile 2012

Stefano Boeri tra Celentano e Pianocity

06:33 Posted by Igor Principe , , , No comments
Stefano Boeri è architetto (urbanista) e assessore alla Cultura del Comune di Milano. Ha diretto Domus, che nel settore è tra le pubblicazioni principali. Ha un curriculum di peso e di valore, dal quale emerge il profilo di un intellettuale con una visione del futuro.

Ed è da visionario - nell'accezione migliore del termine - la sua adesione, come titolare dell'assessorato Cultura a Pianocity. Dal 12 al 14 maggio, Milano diventerà una sorta di capitale del pianoforte, con concerti in ogni dove. Soprattutto, nelle case. Importata da Berlino, l'iniziativa ha una particolarità: accanto ai concerti istituzionali se ne terranno di privati. Chiunque abbia un pianoforte (non digitale; un piano vero, insomma) e lo sappia un minimo suonare può iscriversi e aprire casa propria al pubblico per un concerto. Un gesto tutto sommato semplice, ma profondamente innovativo: a casa mia ho suonato innumerevoli volte per gli amici. Pensare di farlo per un pubblico di sconosciuti da ospitare è molto stimolante (piccolo dettaglio: non potrò. Non ho un piano vero).

Torniamo a Boeri. L'adesione a Pianocity è dunque segno di una politica culturale fatta di idee non banali. Ecco perché - conoscendo un po' il suo lavoro come architetto, avendolo ascoltato in diverse interviste, avendolo anche incontrato anni fa per una sua iniziativa con il Politecnico - non riesco a capire il senso di questa notizia: Celentano maestro di musica per i giovani.

Fatta la tara alla facilona sintesi giornalistica, leggo il pezzo e mi chiedo: ma perché? Si parla di un progetto multifunzionale che interesserà l'area milanese della Fabbrica del Vapore (zona Monumentale). Adesso c'è una sede temporanea del teatro Ciak dove è in scena il musical Priscilla. Quando, il 30 aprile, termineranno le repliche si dovrà capire che farne, dell'area. Allora, ecco il progetto di un polo multifunzionale dedicato ad arti di scena e musica. I nomi delle personalità che avranno qualche incarico sono: Enrico Intra, Franco Cerri, Dario Fo, Adriano Celentano. Tutti, ne converrete, non proprio dei ragazzini.

Ma il punto non è l'età. Che Intra e Cerri si occupino di musica, non può che farmi piacere. Sono due jazzisti di livello mondiale e due insegnanti eccellenti. Hanno fondato i Civici Corsi di Jazz, hanno il polso sulle nuove leve. Posso immaginare che sulla ribalta ci saranno poco, lasciando ad esse il doveroso spazio. Qualche riserva ce l'ho su Dario Fo, il cui valore come uomo di teatro però non discuto.

Ma Celentano? Non è bastato il nulla mostrato a Sanremo? O c'è qualcosa che non sappiamo, qualcosa di estremamente valido innovativo che accade dietro le quinte e che lui, per imperscrutabili ragioni, non divulga preferendo l'esausto ruolo di predicatore?

Questa mossa di Boeri, insomma, non l'ho capita.

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