Musica, senza steccati

venerdì 18 maggio 2012

L'arte nobile della copertina di un disco

06:28 Posted by Igor Principe , , No comments
Il nuovo disco di Biagio Antonacci si intitola Sapessi dire no. Ha una copertina nobile: l'ha disegnata Milo Manara. Non è una delle più seducenti tra le donne nate dalla matita dell'artista, ed è forse per questo motivo che non mi distrae abbastanza da alcuni pensieri sulle cover d'autore.

Il primo pensiero va ad Andy Wharol e alla banana di Velvet Underground & Nico; il secondo, sempre a Wharol e alla copertina di Love You Live dei Rolling Stones. Poi penso alla cover di Parole d'Amore Scritte a Macchina, dove Paolo Conte è ritratto magistralmente da Hugo Pratt. E per stare sempre a Conte, Razmataz ha una copertina disegnata dallo stesso astigiano, che quando non suona ama dipingere.

Mi pare tuttavia che non ci siano molti altri esempi di matrimonio tra professionisti della matita e musicisti. Il che porta a concludere come la cover stessa possa essere considerata un genere a sé stante di arte figurativa. Lo dimostrerebbe la storia di Alex Steinweiss, l'inventore delle copertine. La Columbia Records lo ingaggiò nel 1938 come art director, e Steinweiss scatenò la propria fantasia: non solo creò immagine, ma risolse anche altri problemi (tra tutti, l'invenzione della copertina di cartone per gli LP).


Fu come crepare una diga: il mondo della musica venne inondato di splendida arte grafica. Da par mio, vedo nella copertina di The Dark Side of the Moon un capolavoro di essenzialità. Ma ammetto che mi piace molto anche il modo in cui la musica classica ha saputo attingere alla pittura: la copertina di un disco di Hindemith "dipinta" da Paul Klee è davvero bella. Così come è molto bello il ritratto di Dimitri Shostakovich che emerge da un'incisione della sua Sinfonia n. 5.



Certo, anche in questo caso le aberrazioni non mancano. Mi chiedo per esempio cosa abbiano fatto di male il buon Ludwig e il buon Daniel per meritarsi una cosa come quella lì sotto.






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