Musica, senza steccati

mercoledì 30 maggio 2012

Il Terremoto secondo Haydn

04:11 Posted by Igor Principe , , No comments
Un movimento della Sinfonia n. 6 di Beethoven (la ben nota Pastorale) si intitola Il temporale. L'opera più conosciuta di Antonio Vivaldi è Le quattro stagioni. Bastino queste per dire quanto la Natura sia stata fonte di ispirazione per i musicisti. Anche nelle sue forme più terribili, come nel caso del Terremoto per Franz Joseph Haydn.

Non è un caso che sia scritto con la T maiuscola, e non solo perché è un titolo. Il Terremoto musicato da Haydn è quello raccontato da Matteo nel suo Vangelo, la cui forza "squarcia il velo del tempio", apre i sepolcri, conduce i morti alla resurrezione, impressiona definitivamente il Centurione e chi era a guardia del corpo crocifisso, e fa loro dire "Veramente costui era il Figlio di Dio".

Il Terremoto di Haydn è la frazione che chiude Le ultime sette parole di Cristo sulla Croce, opera del 1787 che il musicista scrive per le celebrazioni del Venerdì Santo. In piena coerenza con gli effetti di un sisma, Haydn opta per qualcosa che agisca come una rottura della quiete dell'ascolto, e si profonde in dissonanze, trilli, accelerazioni improvvise. Uno scossone breve ma intenso, e per certi versi positivo poiché riesce ad anticipare la musica che verrà circa un secolo più tardi.

In una giornata come quella di ieri, è stato inevitabile cercarla e riascoltarla.

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