Musica, senza steccati

mercoledì 9 maggio 2012

Pianocity, Milano a 88 tasti

09:24 Posted by Igor Principe , , , No comments
Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 maggio sarà piacevole girare per Milano. Ci saranno infatti 180 concerti, e tutti avranno come protagonista il pianoforte. Alcuni spettacoli saranno ospitati da sedi istituzionali; altri in luoghi meno convenzionali; altri nelle case di privati.

Parlo di Pianocity, di cui ho accennato nel post dedicato a Boeri e Celentano. Da pianista per passione, vedo in questa iniziativa una degli eventi culturali migliori che la mia città potesse mettere in atto, ispirandosi proficuamente a quanto di analogo è già accaduto a Berlino.

Anzitutto, va detto che Pianocity non comincia proprio l'11. Domani, infatti, ci sarà un'anteprima alla sala Buzzati del Corriere della Sera con il concerto di Cesare Picco; il quale sarà poi di nuovo alla tastiera alla rotonda della Besana e in un house concert.

Ecco, gli house concert. Sono secondo me l'elemento davvero dirompente di Pianocity, e per diverse ragioni. Una riguarda l'apertura della propria casa a sconosciuti, che si prenotano (seguendo le regole dettate dall'organizzazione) per sedersi in un salotto che non è il loro e godere della musica suonata anche da chi non è professionista. E questa è la seconda ragione: un semplice appassionato, ma che abbia una minima dimestichezza con il pianoforte, può finalmente tenere il proprio concerto. Gli spettatori sono cinque? Fa niente: anche Philip Glass tenne il suo primo show per sei persone. E una era sua madre.

A questa ragione se ne aggiunge un'altra: gli house concert non li tengono solo pianisti dilettanti o professionisti che si dedicano perlopiù all'insegnamento. Li  tengono anche quei musicisti della cui arte si gode nelle sale da concerto. Di Picco, ho detto. Poi ci sono, tra gli altri, Bruno Canino, Ludovico Einaudi, Roberto Cacciapaglia. L'idea di avere in casa uno di loro a suonare il mio pianoforte, di vederli da vicino per tentare di impararne qualcosa, comunque di abbattere la distanza che inevitabilmente il palcoscenico stabilisce con il pubblico, mi pare grandiosa.

Certo, poi ci sono gli eventi ufficiali, che portano a Milano un esercito di musicisti di primo livello: Michele Campanella, Gaetano Liguori, Enrico Intra, Danilo Rea. Resta però che gli house concert sono l'idea forte di Pianocity. Si è molto parlato di condivisione della cultura, negli ultimi anni. Mi pare che in questo caso potrà essere effettiva.

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