Musica, senza steccati

martedì 7 agosto 2012

Un tango per strada

13:50 Posted by Igor Principe , No comments
Passeggiavo con Cristina e i bimbi nel carruggio principale di Santa Margherita Ligure. Da lontano mi raggiunge il suono di un gruppo di archi. Mi avvicino, e scopro un trio intento a suonare. Sono un violoncello, un violino e una viola. Molto giovani i primi due, più attempato il terzo. Eseguono un tango: non lo conosco, e non riesco a rubare informazioni sbirciando nello spartito del violoncello.

Suonano bene. Gli strumenti sono accordati a dovere, il suono è pulito e non sbavato. Ottime anche le dinamiche, ben calibrate. Il ruolo di virtuoso è per il violino, che lo affronta con discrezione: fa capire di saper suonare, ma non pensa di essere Paganini. Il risultato è eccellente: ci fermiamo ad ascoltare (oltre che a lasciare una mancia più che meritata, che Jacopo ha riposto nella custodia con estremo piacere) e stiamo lì un po', a goderci questo tango sconosciuto e ben suonato.

Il brano finisce, parte qualche applauso. Stefano, l'altro figlio (il più piccolo), è il più entusiasta nel battere le mani. Io lo incito, e intanto penso che il tango è una musica meravigliosa, capace di toccarmi nel profondo, di emozionarmi e di rinnovare in me l'intenzione di imparare a suonare la fisarmonica diatonica (quella con la tastiera a bottoni). E poi di mettere su un quintetto, e di sbizzarrirmi con Piazzolla, Gardel e Galliano. E il kletzmer, la musette, il balcanico, il bluegrass, il celtico, la pizzica, il fado. Perché la fisa è la colonna portante di tutta la musica popolare del mondo.

E' un pensiero che dura un istante, seguito da un altro: quasi vado lì e chiedo se mi suonano Por una cabeza. Sto per fare il primo passo e parte quel brano, che tutti associano ad Al Pacino e alla sua danza cieca in un ristorante in compagnia di una fanciulla annoiata. Ma che per me è invece il ricordo di un'amica, e del momento in cui recuperammo un rapporto che sembrava finito.

Non pensavo che avrei potuto emozionarmi in un carruggio ligure, in un pomeriggio di agosto, in un luogo a me familiare fino quasi alla noia. Invece...


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