Musica, senza steccati

lunedì 24 settembre 2012

Luca Flores: non c'è libertà senza metodo

13:26 Posted by Igor Principe , , No comments
Un paio d'ore. E' quanto ci vuole per leggere il libro che Walter Veltroni ha scritto su Luca Flores, Il disco del mondo. Un libro fedele al suo sottotitolo: "vita breve di Luca Flores, musicista". E non perché, appunto, ci vuole un attimo per goderselo, quanto perché ciò che più interessano a Veltroni sono le istantanee sulla vita del pianista, che prevalgono sui momenti in cui si parla di musica.

Certo, l'autore non può non partire dalla musica, e in particolare da uno degli ultimi brani registrati da Flores prima di cedere alla forza del cosiddetto "male oscuro". Il titolo è How far can you fly: ascoltandolo, Veltroni ha sentito il bisogno di raccontare chi fosse uno dei più talentuosi jazzisti italiani, e quali fantasmi ne abitassero la mente e ne ispirassero la musica. Se dovesse capitarvi di trovarlo online, ve lo consiglio. Perché oltre che una bella storia, aiuta a capire qualcosa in più della vita di un musicista. E di un jazzista.

Quel qualcosa in più è il metodo. Spesso si tende a credere che chi faccia arte viva come un surfista con l'onda: attende che arrivi, la cavalca, la domina, cade. Ne arriva un'altra, e via così ancora. Un'esistenza improntata all'attesa dell'ispirazione, da spremere fino in fondo quando c'è per cavarne il cavabile. E poi, tornare in sala d'aspetto. Le cose non stanno così, nemmeno lontanamente.

Le cose stanno nel metodo. La foto su in alto è tratta da appunti dello stesso Luca, e che Veltroni ha così riportato nel libro: "Analisi dello stile dei pianisti - due ore e mezza; tecnica pianistica - mezz'ora; studio degli accordi e dei pattern - un'ora; analisi degli standard (come si studia un pezzo - tre ore)". Totale: sette ore. Ogni giorno, Luca Flores si sedeva al pianoforte e per quel tempo dannava dita e cervello per regalare alla più libera delle forme musicali - il jazz - la struttura necessaria affinché quella stessa libertà potesse esprimersi nel migliore dei modi.

Quell'appunto spiega quanto lavoro ci sia dietro l'arte. E dà ragione a Thomas Alva Edison quando diceva che "Il genio è per l'1% ispirazione e per il 99% traspirazione". Senza metodo, senza sguardo sull'esterno e senza il sacrificio dell'applicazione non si va da nessuna parte.

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