Musica, senza steccati

giovedì 6 marzo 2014

Cesare Picco, Light on You e le vite degli altri

03:00 Posted by Igor Principe , , , , No comments
Cesare Picco è un pianista la cui musica amo molto. Un po' di tempo fa scrissi poche righe su Light on You, un brano di Piano Calling. Gliele mandai, gli piacquero e apparvero sull'Artbox dedicato al disco. Ve le ripropongo con il post di oggi e con una precisazione doverosa per capire il senso di quanto ho scritto: su Piano Calling, Light on You arriva dopo Life Beetwen, un brano da cui ho tratto l'immagine di un «luogo dominato dalle ombre».

In un pomeriggio di ottobre del 2001 ero seduto a un tavolo con Guido Ceronetti, per parlare di un suo spettacolo per il Piccolo Teatro di Milano. Dovevo scrivere un articolo per il giornale con cui collaboravo. Ceronetti era molto gentile e molto determinato. Con un lieve sorriso spiegò che detestava la passerella, e che era quello il motivo per cui al termine della rappresentazione né lui né gli altri attori con cui lavorava uscivano sul palco a raccogliere gli applausi del pubblico, lasciando che si infrangessero contro il sipario chiuso.

Poco prima, Ceronetti ricordava con Sergio Escobar – il direttore del Piccolo – un loro incontro. In realtà, era Escobar a ricordarlo. Erano in una stanza illuminata molto male, e piena di cose da usare in teatro: maschere, costumi, attrezzi di scena. Facendosi strada nel disordine, Escobar raggiunge una porta. La apre, ed è travolto dalla luce. La porta immetteva in una stanza speculare, illuminata con forza e priva di oggetti. Il ricordo di quell’impatto era indelebile.

Quando ho ascoltato Light on you ho avuto, dalla prima nota, la stessa sensazione: entrare in una stanza colma di luce venendo da un luogo dominato dalle ombre. Ora, il passaggio dal buio alla luce è un’immagine positiva in modo tanto evidente da risultare banale. Infatti, il punto non è questo. Il punto non è la forza della musica nell’illuminare l’oscurità. Il punto è che quel brano lo fa in modo così intenso da trasformare il ricordo di un’altra persona in un’esperienza personale. Dalle prime battute di Light on you, sono io che apro quella porta. Anche se non l’ho mai aperta.

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