Musica, senza steccati

giovedì 13 marzo 2014

#serinasco: George Martin

04:41 Posted by Igor Principe , , No comments
Tra gli hashtag più popolari su Twitter c'è #serinasco, ovvero chi o cosa si vorrebbe essere se si potesse vivere una nuova vita. Quando ci penso, mi vengono in mente solo nomi legati alla musica. Cinque, per l'esattezza, e il primo della lista è George Martin (degli altri quattro si parlerà poi).

George Martin condivide con Brian Epstein il ruolo di "quinto Beatle". Il primo, com'è noto, era produttore e arrangiatore, l'altro il manager. Il primo ha avuto una carriera eccellente, il secondo un destino tragico. Ovviamente non è questo il motivo per il quale, se rinascessi, mi piacerebbe essere George Martin; ma per altri dieci.

1) Perché non è un genio predestinato, uno di quelli che dal primo incontro con la musica realizza l'ineluttabilità di un destino fatto di note e suoni. George Martin, prima di diventare George Martin, studia sì musica ma fa anche l'impiegato per il War Office inglese. Le principali mansioni sono dare ordine a documenti e preparare il tè. La non-predestinazione è il modo migliore per tenere lontani i fanatismi artistici.

2) Perché viene dalla musica classica, che gli riempie a dovere il bagaglio culturale e gli affina il sesto senso di cui al punto 3.

3) Perché con i Beatles sfoggia un autentico sesto senso. Epstein gli fa ascoltare un demo di questi quattro sbarbati di Liverpool, e lui da un lato li definisce «piuttosto orribili», dall'altro sente che le voci di John Lennon e di Paul McCartney sono fiori sotto il letame. Ci crede al punto da promettere di scritturarli, qualche settimana dopo, senza averli mai visti dal vivo in un'audizione o in un qualche club.

4) Perché ha sense-of-humour. Dopo la prima audizione ufficiale dei Beatles (3 giugno 1962, sala 3 degli Abbey Road Studios) chiede ai musicisti se ci sia qualcosa che non vada. «La tua cravatta, tanto per cominciare», gli risponde George Harrison (che non ha nemmeno vent'anni). Altri li avrebbero cacciati a pedate, lui ride e se li tiene stretti.

5) Perché il genio è fatto anche - se non soprattutto - di piccole intuizioni. Quando propongono Please Please Me, i Beatles la suonano come una ballad. Martin dice loro di accelerarla. Al termine della registrazione, si rivolge così ai tecnici di studio: «Signori, avete appena registrato il vostro primo numero 1». E' il 26 novembre 1962, il singolo viene pubblicato l'11 gennaio del '63 e il 22 febbraio è al primo posto in classifica.

6) Perché per convincere McCartney a usare gli archi in Yesterday glieli suona come li avrebbe scritti J.S. Bach; perché per quelli in Eleanor Rigby si è ispirato al soundtrack di Psycho; perché per chiudere A Day in the Life si inventa un accordo in mi maggiore suonato in contemporanea da sei mani su tre pianoforti diversi. Ancora: piccole intuizioni di un grande genio.

7) Perché ha lavorato anche con Jeff Beck e con la Mahavishnu Orchestra.

8) Perché c'è il suo zampino anche nelle musiche di James Bond.

9) Perché è stato un Beatle a tutti gli effetti, senza doversi pettinare come loro.

10) Perché avrei dato un braccio pur di lavorare accanto a Lennon e McCartney, dicendo loro quale fosse la strada da seguire.

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