Musica, senza steccati

venerdì 7 marzo 2014

The sound of silence, 50 anni fa: il mondo ringrazi Tom Wilson

Il 10 marzo 1964 è un martedì. Due sconosciuti autori newyorchesi, Paul Simon e Art Garfunkel, entrano in studio per registrare un brano scritto poche settimane prima. L'autore è Simon, ispirato dall'oscurità del proprio bagno e dallo scorrere dell'acqua dal rubinetto. La canzone si intitola The Sounds of Silence (sounds, al plurale). I due ne sono entusiasti, il pubblico no. Il disco su cui è pubblicata - il loro esordio, Wednesday Morning, 3 A.M. - è un flop. Il duo si scioglie.

Il resto della storia l'ha raccontato Piero Negri sulla Stampa, e non c'è molto da aggiungere. Cosa siano stati Simon&Garfunkel - e poi, da solo, Paul Simon -, quali altre canzoni abbiano scritto e quale sia stato il successo che loro ha arriso è noto anche ai sassi. Forse, però, qualcosa in più si può dire.

Anzitutto, sempre dalla Stampa, ci sono le considerazioni di Massimo Gramellini sul senso di quella canzone e di una piuttosto nota scena da un film. E poi, da parte mia, lo stupore per il senso di tenacia che emerge dalla storia di The Sound of Silence. Il produttore che, malgrado il flop e malgrado Simon e Garfunkel diano segni della reciproca insofferenza che segnerà il loro rapporto professionale, continua a credere nella forza di quel brano e si ingegna per tenere viva la scintilla di ispirazione e genio nata tra le piastrelle di un bagno, è degno di un'epica letteraria. E' un genio, perché indovina in un'altra canzone un suono cui ispirarsi per dare a The Sound of Silence un vestito nuovo (ok, parliamo di Like a Rolling Stone e non di una canzonetta qualsiasi; ma si può pensare che altri ne sarebbero rimasti sopraffatti). E' un giocatore, perché rischia tutto in prima persona a cominciare da uno strappo con gli artisti (mica lo chiede, a Simon e Garfunkel, se può rimetterci le mani sul loro brano). E', alla fine, un sognatore, perché i due già non si parlano più ma lui crede che quella nuova canzone, con il titolo al singolare, possa fare da paciere e dare al talento del duo il giusto compenso.

Quel produttore si chiama Tom Wilson, e un po' di persone devono dirgli grazie. A cominciare da Paul Simon e Art Garfunkel, e a seguire tutti coloro - e non sono pochi - che da quella canzone hanno tratto momenti di pur godimento.

0 commenti:

Posta un commento