Musica, senza steccati

venerdì 4 aprile 2014

Uno strumento di nome Catano (altro che gatti bonsai)

05:20 Posted by Igor Principe , , 1 comment
Nel 1892, la Gazzetta Musicale di Milano pubblicò l'annuncio pubblicitario di uno strumento di nome Catano: una cassa di legno divisa in scompartimenti, ognuno dei quali alloggiava un gatto di diversa dimensione: i più grandi dovevano miagolare le note basse, i piccoli quelle acute. «Le loro teste sono bloccate in feritoie», continuava la descrizione» e le code sono stimolate da una specie di tastiera montata in fondo alla cassa, simile a quella di un pianoforte da concerto. Alla pressione di un tasto, una coda viene tirata e il gatto comincia a emettere lamenti più o meno forti, a seconda della forza con cui si è colpito il tasto... Il Catano può essere suonato da chiunque abbia studiato musica» sosteneva la pubblicità «anche se il Catano non è considerato particolarmente utile né adatto a scopo d'accompagnamento, soprattutto di musiche sacre».

Il numero di dicembre 1869 del periodico Folio informava che una versione americana del dispositivo era stata presentata a Cincinnati da un certo Curtis. Costui aveva annunciato un «grandioso strumento vocale e strumentale» con nientemeno che quarantotto gatti chiusi nel suo Cat Harmonicon. Primo pezzo in programma era stato Auld Lang Syne. Purtroppo, proseguiva la cronaca, i gatti erano sovraeccitati e «si erano mostrati incuranti di tempo, intonazione, ritmo o alcunché d'altro, gemendo, miagolando, stridendo, sputando e soffiando, impazziti dal dolore e dalla paura» soffocando così il suono dell'organo in un mare di versi.

A Cincinnati dev'esserci qualche sostanza psicotropa nell'acqua. Sempre lì, a quanto pare, nel 1839 fu presentato il Porco-Forte, che usava maiali al posto di gatti.

[Tratto da Storia Naturale del Pianoforte, Stuart Isacoff, EDT, 2012]

1 commento:

  1. Di nulla:
    https://www.youtube.com/watch?v=_OXfAPPckQU

    RispondiElimina