Musica, senza steccati

lunedì 12 maggio 2014

Due parole su Conchita Wurst e la sua barba

01:32 Posted by Igor Principe , , , No comments
Il taglio giusto l'ha dato Il Post: è necessario sapere chi sia Conchita Wurst? No, non lo è. Ma poiché se ne parla da giorni e poiché ha vinto l'Eurovision Song Contest 2014, un po' di curiosità scatta. E quando ne si vede un'immagine, la curiosità aumenta.

Il pezzo del Post racconta tutto quel che c'è da sapere su Conchita. In breve, si può dire sia una sintesi tra opposti: austriaca ma di aspetto profondamente mediterraneo, donna ma anche uomo. Conchita è una bella donna con una bella barba, ben curata. Il suo viso disorienta per comunicare un messaggio: «Non importa da dove viene e quale sia il tuo aspetto». Così Wurst, infatti, ha dichiarato in un'intervista al Wall Street Journal.

Messa così, è un facile invito a tonnellate di sociologia da salotto: discriminazione, tolleranza, sessualità, libertà, eccetera.  Per quel che vale, penso che questa storia sollevi solo due questioni. La prima riguarda la negazione del messaggio di Conchita da parte di Conchita medesima. Che il tuo aspetto non conti, non è vero. Senza barba, non si sarebbe parlato di lei. La sua canzone è come tante altre: pop a regola d'arte, grande orecchiabilità, grandeur sinfonica per renderla trascinante quanto basta. La sua voce è come tante altre: piena, vibrante ma priva personalità. «Senza la barba non avrebbe alcuna chance, siamo seri» ha detto Emma Marrone. Che sì, era in concorso; che sì, può parlare sull'onda della delusione per una performance non strabiliante; che sì, insomma, sta rosicando. Ma ciò non toglie che abbia centrato il punto.

La seconda questione riguarda la musica. Di nuovo, quando è il tema di un grande evento televisivo passa in secondo piano. Accade con Sanremo da almeno 20 anni; accade con The Voice of Italy (vedi il caso suor Cristina); accade all'Eurofestival. La situazione è così tanto evidente da esser diventata una classica polemica da bar; come le tasse, i politici tutti ladri, i ristoranti che sono pieni e poi dicono che c'è crisi, la Juve che stravince il campionato però poi in Europa facciamo schifo e questo la dice lunga sul livello della Serie A. Cose così, che sottendono questioni anche curiose e importanti da comprendere per chiarirsi le idee, e magari farsene venire qualcuna per migliorare la situazione. Partendo, per esempio, dalla musica di uno Stromae: innovativa e allo stesso tempo altamente commerciabile, quindi perfetta sulla carta per un evento tv destinato a milioni di spettatori europei.

Invece, il grosso delle riflessioni si stampa su un'indignazione breve come i cinque minuti necessari a tuffare la brioche nel cappuccino. O a leggere questo post.

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