Musica, senza steccati

giovedì 12 giugno 2014

Brasile 2014: dieci canzoni per i Mondiali

Oggi è il 12 giugno, e cominciano i Mondiali di Calcio. Si giocano, come sanno anche i tombini, in Brasile. La prima e unica volta che si disputarono lì fu nel 1950, e sembra davvero un secolo fa malgrado di anni ne siano trascorsi «solo» 64. Per dire, il Brasile non aveva ancora vinto uno dei suoi cinque titoli mondiali, e le uniche due squadre titolate erano Italia (2 vittorie) e Uruguay (1).

Ma soprattutto, non era ancora stata inventata la bossa-nova, cioè il genere musicale cui si ascrive il vero inno nazionale brasiliano; la canzone alle cui prime battute tutti vedono materializzarsi davanti agli occhi una spiaggia chilometrica, un trionfo di tanga e di terga opportunamente rassodate, un mojito (e che ci frega se è un cocktail cubano), temperature sopportabilmente tiepide e l'indolenza in cui pare nascondersi il vero senso della vita. In poche parole, la canzone dal titolo Garota de Ipanema.

Ecco, a riguardo è bene sottolineare l'appartenenza del brano alla bossa-nova e non al samba. Quest'ultimo è un'altra cosa: è ritmo, movimento, incedere serrato. Non a caso si è detto fino a qualche anno fa, prima che il pragmatismo europeo mettesse radici nel calcio locale, che la Seleçao giocasse il «calcio-samba»; anche perché, se avesse giocato il «calcio-bossa-nova», sarebbe stata una nazionale pigra e languida, e non avrebbe vinto un accidente.

Dopotutto, è la stessa musica popolare brasiliana a non essere solo samba. O bossa-nova. È anche choro, per esempio. Sono anche i suoni dell'Amazzonia. Insomma è anche altro, da cui il mondo ha preso spunto per fare la propria musica. Quelle che seguono sono alcune canzoni da cui farsi fare compagnia nel prossimo mese, quando di Brasile sentiremo parlare così tanto che alla fine avremo voglia di Finlandia.

Mas que nada
Scritta da Sergio Mendes, caposaldo del songbook verdeoro e arcinota dal 1998, grazie a uno spot della Nike in cui la nazionale brasiliana ingannava il tempo giocando a futbol in aeroporto.




Um a zero
Pixinguinha, che ne è l'autore, è stato tra i maggiori musicisti brasiliani di estrazione colta e ha dato vita al cosiddetto choro moderno. Il titolo dichiara: trattasi di brano a ispirazione calcistica. Non dice però di essere uno tra i migliori esempi di come si possa far ballare senza ausilio di percussioni. Soprattutto se la suonano quelli di cui sotto.



On the street where you live
Cosa diavolo c'entra My Fair Lady, ora? Chiedetelo a Quincy Jones, che dal musical ha tratto il brano trasformandolo in una giostra da Carnevale di Rio.



Sambaista
Incalzante samba per pianoforte ed elettronica, tra i brani più belli di un disco bellissimo, Light Line. Autore, Cesare Picco.



Tico Tico No Fubá
Brano tra i più noti della tradizione brasiliana. Qui Stefano Bollani si diverte a cambiarne la tonalità ogni tre secondi



The Obvious Child
Il Brasile non è solo Copacabana o Ipanema. È anche Amazzonia, come vedremo sabato 14 quando Italia e Inghilterra giocheranno nella sua «capitale», Manaus. E come vide Paul Simon un po' di anni fa, quando con The Rhythm of the Saints celebrò la musica del Brasile tribale.



Samba do Mundo
Fatboy Slim, il deejay di Right Here Right Now e di Praise You, ha preso il samba e ne ha fatto un disco su cui ballare senza sosta: Bem Brasil.



Insensatez 
Nota anche come How Insensitive. Colonna del repertorio bossa-nova, scritta dal padre del genere: Antonio Carlos Jobim. Gronda saudade da ogni nota, è il soundtrack perfetto in caso di eliminazione.



Chega de Saudade
Altra colonna del genere, altro autore importante: João Gilberto. Il titolo significa «basta con la nostalgica malinconia», il che la suggerisce come antidoto all'Insensatez di cui sopra. Ma l'atmosfera con cui la canta Gilberto non è proprio scoppiettante (autopromo: se vi va di ascoltarla come la suoniamo nei BE3, grazie infinite).



Jack Soul Brasileiro 
C'è infine un Brasile moderno, che guarda al pop internazionale e, per citar Manzoni, lo risciacqua nel Rio delle Amazzoni. O nelle infinite baie del Paese. Un capace autore di tal risciacquo è Lenine.



Ghost track: l'inno nazionale.
Scritto come Marcha Triunfal nel 1822 da Francisco Manuel da Silva, celebra l'indipendenza dal Portogallo. In questo mese lo sentiremo sicuramente tre volte, molto probabilmente sette: tante quante le partite fino alla finale. Anche se è quella per il 3° e 4° posto.



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