Musica, senza steccati

lunedì 16 giugno 2014

Quando la cover è un'opera d'arte

03:29 Posted by Igor Principe , , , No comments
Settecento letti d'ospedale. Sono sistemati su una spiaggia e formano un serpente di cui non si vede la fine. Su uno di essi siede una persona, in primo piano; molto sullo sfondo, si intravvede la sagoma di un deltaplano in volo.

Tutto ciò costituisce la copertina di A Momentary Lapse of Reason, penultimo disco dei Pink Floyd, ed è frutto dell'estro di Storm Thorgerson. A lui e alla sua arte è dedicata una mostra davvero molto bella: The Gathering Storm. Bella per due motivi. Il primo, perché si tiene all'Arengario di Monza, struttura ben conservata nel centro storico di una cittadina - Monza - percepita più per essere la capitale della «Brianza da fabbrichètta» e il luogo del Gran Premio di F1 che una città d'arte. Una visita alla mostra, invece, invita anche a un giro nei paraggi, tra Duomo e altre delizie toccate dal turismo non come meritino. Il secondo motivo per cui la mostra è bella è per il suo contenuto: le cover di Storm Thorgerson, artista prediletto dai Pink Floyd e collaboratore, tra gli altri, di Peter Gabriel e dei Muse. 

The Gathering Storm è prodotta da Clarart (dove trovate tutte le informazioni essenziali) ed è curata da Luigi Pedrazzi e da Daniel Abbott. Soprattutto, è un formidabile serbatoio di storie utili a capire come Thorgerson fosse un vero interprete dell'arte nobile della copertina, e non solo un grafico. I settecento letti lo raccontano più di tutto il resto. La cover di A Momentary Lapse of Reason, infatti, non nasce da un uso accorto di Photoshop; i letti sono veri, sistemati sulla spiaggia inglese di Staunton Sands, nel Devon. Per realizzare lo scatto era stato pianificato un giorno di lavoro, ma quando Thorgerson e il suo team realizzarono che ci sarebbe voluto più tempo, decisero di lasciare un letto in spiaggia nella notte per vedere se la marea avrebbe potuto sortire effetti non previsti. La mattina dopo del letto si era persa ogni traccia. Sistemati tutti gli altri, cominciò a piovere. L'umidità chiuse l'orizzonte al punto che del serpentone poi ritratto non si riusciva a vedere che la prima metà. Di nuovo, il set fu smontato e rimontato il giorno seguente, per lo scatto definitivo. 

Ecco, Thorgerson lavorava così. La mostra lo racconta bene, evidenziando come - in fin dei conti - centinaia di milioni di persone si siano ritrovate in casa un'autentica opera d'arte. Com'è, in tutta evidenza, la cover di The Dark Side of the Moon, da molti considerata la più bella nella storia del pop/rock (senza dubbio, in piena sintonia con l'indimenticabile musica contenuta in quel disco).

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