Musica, senza steccati

venerdì 6 giugno 2014

L'incomprensibile ritorno di The Division Bell

06:38 Posted by Igor Principe , , , 11 comments
Tra un mese, più o meno, i Pink Floyd pubblicheranno un cofanetto celebrativo del loro ultimo disco in studio: The Division Bell, di cui quest'anno cade il ventennale. Rolling Stone racconta con precisione quanto grande (quasi pachidermica) sia l'iniziativa. Non dice - anche perché non ne è tenuto - quanto incomprensibile essa sia.

Perdonate la facile citazione dell'eterno Antonio Lubrano, ma «la domanda sorge spontanea»: perché The Division Bell? In tutta sincerità, quel disco ha una sola caratteristica: è l'ultimo atto della strepitosa storia dei Pink Floyd. Come il suo predecessore (A Momentary Lapse of Reason), è stato inciso dall'ultima formazione del gruppo: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright, orfani di Roger Waters. Diversamente dal suo predecessore, che consegnò al soundtrack del tempo - il passaggio tra gli anni Ottanta e Novanta - almeno un paio di brani di livello (Learning to Fly, On the Turning Away), The Division Bell non ha lasciato tracce di rilievo. Al massimo, rappresentò l'occasione per rivedere in Italia i Pink Floyd, in un concerto che riempì il Delle Alpi di Torino e che mi fu molto caro per due motivi: uno è raccontato qui, e si chiama Michela; l'altro fu l'esecuzione integrale di The Dark Side of the Moon, un disco che non ci si stanca mai di ascoltare.

Oltre a quanto detto The Division Bell non va. Non riesco davvero a vederne lo spunto per celebrare, appunto, l'ultimo atto, peraltro il meno rilevante di quelli scritti dai Pink Floyd. Un atto anonimo, composto di musica innegabilmente qualitativa ma priva di quel qualcosa con cui una canzone riesce a inchiodarsi nelle tavole della Storia. E a farsi memoria. Il cofanetto in uscita tra poco rischia di celebrare la naturale decadenza di un gruppo che con The Wall scrisse il suo ultimo capolavoro, e che poi si lasciò andare con dischi sicuramente buoni; di quelli che un ordinario musicista firmerebbe con Satana pur di scriverli, ma che non onorano il blasone dei Pink Floyd.

Davvero, non capisco l'esigenza di un'operazione di questo tipo per The Division Bell, al di fuori di un prodotto pensato solo per i fan più accesi. Mi pare invece che il «nuovo» disco rispecchi bene i tempi attuali, in cui si coglie ogni occasione per lanciare sul mercato qualcosa da vendere. In questo, e in altri casi, è l'anniversario. Per dirne un'altra, dal 9 all'11 giugno nei cinema si potrà vedere A Hard Day's Night, il primo film dei Beatles, uscito nelle sale nel 1964. Cioè cinquant'anni fa. Ora, non è che i Fab Four li si ricordi come grandi attori; tuttavia, il film ha una sua bellezza, ha avuto due nomination agli Oscar ed è una solida testimonianza storica di ciò che fu la beatlemania.

Con i Beatles, insomma, la celebrazione può avere un senso. Ma proviamo a pensare al 2031 e a un cofanetto celebrativo di Collapse into now, l'album con cui i R.E.M. hanno chiuso la loro storia tre anni fa. Ha senso? Se ce l'ha, è lo stesso di The Division Bell.

11 commenti:

  1. Nessun rilievo? High hopes, marooned, coming back To life sono merda vero?? Ma l'autore di questo articolo ha mai ascoltato l'album? O.o

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Davide, io l'ho ascoltato. Ma tu hai letto bene cosa ho scritto? Dire che un ordinario musicista farebbe il patto con Satana pur di fare un disco del genere significa che le sue canzoni sono merda? Mah...

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  2. Secondo me, a te i pink floyd non sono mai piaciuti. I tuoi commenti offendono i fans di un gruppo il cui disco di platino di DSOTM ndrebbe portato sulla luna con la speranza che qualche civilta lontana un giorno lo trovasse. Per non dimenticare mai cio che 4 uomini hanno creato.

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    1. Secondo me, dire che a me i Pink Floyd non sono mai piaciuti è semplicemente senza senso. Mi conosci? Hai letto tutti i miei post sui Pink Floyd? Qualcuno dei miei amici ti ha rivelato chissà quale segreto psicologico?
      Se ti sei sentito offeso come fan perché ho criticato un'operazione commerciale su un disco per me buono ma non al punto da giustificare quell'operazione, beh, mi spiace ma non è un mio problema. Grazie comunque per averci messo faccia e firma.

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  3. Molte inesattezze, su tutte, a Torino nel 1994 non esrguirono "The Dark Side of the moon", se ci fossi andato lo avresti notato;secona cosa io ieri sono andato al cinema a vedere "A Hard Days Night" e c'erano tre pepersone in un cinema vuoto, per quanto li adori capisco che i tempi sono cambiati e se vogliamo guardare, anche i Beatles non sono famosi per quel film.... il concetto fondamentale è che negli ultimi venti anni non è stato creato più niente degno di nota e quindi anche ciò che all'epoca non era il massimo per il livello artistico odierno è ancora inarrivabile.... vedrai che The Division Bell venderà moltissimo così come immagino Wish you were here nel 2015 e tutti gli altri, anno per anno....

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    1. Caro Anonimo, mi scuso per l'inesattezza: è vero, non eseguirono l'intero album. Ho mischiato male i ricordi di un concerto al quale, però, ho partecipato. E la prova è in questo link http://www.secondarte.it/2012/06/concerti-una-storia-per-ogni-biglietto.html

      Non sono del tutto d'accordo sul fatto che negli ultimi vent'anni non sia stato creato nulla di degno di nota, ma il tema è troppo lungo per poterlo affrontare qui. Credo invece che The Division Bell - e così rispondo anche agli altri due commenti - sia un buon disco (lo ripeto: ci sono artisti che darebbero un braccio pur di scriverlo) ma non all'altezza della produzione precedente dei Pink Floyd. Non sono sicuro venderà tantissimo, mentre se parli di una possibile riedizione per i 40 anni di Wish You Were Here allora sì, ti do ragione: un cofanetto del genere venderebbe di più.

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  4. È un ottimo disco, sottovalutato. Io non celebrerei mai nulla, quindi l'evento mi lascia indifferente ma capisco il desiderio di Gilmour di ricordare come l'epilogo sia stato di grande qualità e senza Waters.

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  5. Non è necessario scrivere di cose di cui si sa poco o nulla.
    Capisco che oggi il web dia a tutti la possibilità di sentirsi giornalisti o esperti di settore ma a volte sarebbe meglio evitare di scrivere certe cavolate.
    The division bell è un signor album. Purtroppo ha venduto solo 12 milioni di copie e capisco che non siano abbastanza per doverlo celebrare. Mah.

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  6. Ciao Titi, do per scontata la tua ironia. Se però dovessimo misurare la necessità di celebrazione sulle copie vendute, allora dovremmo tenerci pronti, nel 2017, al ventennale di un'opera immortale: la colonna sonora di Titanic, composta da James Horner. Ha venduto oltre 30 milioni di copie. Vogliamo astenerci da rendergli il giusto tributo?
    Saluti.

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  7. poche chiacchere, The Divison Bell è un gran disco, specialmente fino al 6 brano compreso è quasi perfetto, non mi va tanto giù lost for words ma High Hopes, tra i migliori brani Floyd, ripaga.

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