Musica, senza steccati

domenica 21 dicembre 2014

Finanziare la Verdi? No, meglio Belen.

08:43 Posted by Igor Principe , , , No comments
Historia magistra vitae un corno. La Storia non insegna nulla, perché se insegnasse qualcosa alcune questioni non si incancrenirebbero nella sin troppo popolata categoria dei «problemi di sempre». In ambito musicale, il problema di sempre è - suo malgrado - l’Orchestra Verdi di Milano. Luigi Corbani - il direttore della Fondazione legata all’orchestra - accusa il Ministero dei Beni Culturali di non aver onorato gli impegni finanziari. In altre parole, i soldi promessi dal Ministero non sono arrivati. Ciò significa una cosa semplice e bruttissima: rischio chiusura.

La Verdi è una delle eccellenze musicali italiane. Uno studio europeo ha verificato che si tratta dell’Orchestra più produttiva, per numero di concerti. Ha saputo mantenere il livello di eccellenza cui l’ha portata, negli anni in cui ne è stato direttore musicale, Riccardo Chailly. Proprio a lui mi riaggancio per evidenziare quanto la Storia non sia maestra di nulla. Oltre dieci anni fa, quando appunto dirigeva la Verdi, Chailly mi chiamò per chiedermi una cortesia: incontrarlo e parlare della situazione finanziaria dell’Orchestra. Non lo fece certo perché io fossi un manager della cultura - non lo sono - ma perché al tempo scrivevo di musica sul Giornale, nella cronaca di Milano. Chailly credeva che il giornalismo potesse avere ancora la forza di portare all’attenzione delle persone questioni per le quali valesse la pena spendersi, soprattutto se le persone avevano il potere rimettere le cose a posto assicurando un po’ di giustizia. Diciamo, insomma, di aggiustare in senso letterale (lo sentite il suono della parola «giusto», in quel verbo?).

Così ci incontrammo e parlammo. Ne uscì un articolo in cui si evidenziavano alcune storture nell’assegnazione dei fondi da parte del Fus - date un’occhiata a questo post che scrissi a quell’epoca, e capirete -, e si faceva presente cosa fosse la Verdi e quanto poco ricevesse rispetto ad altre e meno meritorie orchestre. Il pezzo, insieme a un altro pubblicato su Repubblica, fu inviato al ministro della Cultura di allora, Giuliano Urbani. Risultato: zero.

Dieci anni dopo siamo ancora qui a discuterne. Luigi Corbani è stabilmente in trincea a combattere la battaglia di sempre. Al ministero ora c’è Dario Franceschini, che politicamente sta sul versante opposto di Urbani (anche se è in un governo con una componente di centrodestra); anche da lui, silenzio.

Anzi, no; una risposta c’è stata. Indiretta, ma c’è stata. Il finanziamento, come opera meritevole di interesse culturale, del film che ha protagonista Benel Rodriguez, Non c’è due senza te. Lo scrive Alberto Mattioli sulla Stampa, riportando la cifra del contributo: 200mila euro.

Vogliamo aggiungere altro?

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