Musica, senza steccati

venerdì 20 marzo 2015

Il concerto più assurdo di sempre

07:25 Posted by Igor Principe , , No comments
«Ho due biglietti per il Forum, stasera. Ci suona un gruppo degli anni Sessanta. Ti va di andare?»

Così mi disse Angela, davanti alla porta in un pomeriggio di oltre vent'anni fa. Guardai i biglietti, che lei mi porgeva, è ci rimasi secco: Robert Plant e Jimmy Page live. Metà dei Led Zeppelin. L'entusiasmo del mio sì fu tale da dimenticarmi di farle una domanda: perché definisci i Led Zeppelin un gruppo degli anni Sessanta? Perché dietro quel modo di propormi la serata c'era un modo di vedere le cose ben preciso, e che poche settimane fa ho ritrovato nel manifesto che vedete nella foto. 

Anzitutto precisiamo che «questa sera», come si legge, è il 5 luglio 1971, e rappresenta l'unica data italiana nella storia degli Zeppelin al completo: Plant, Page, John Paul Jones e John Bonham. Una data infausta, assurda in ogni suo aspetto. Quello più noto alle cronache lo potete leggere nella ricostruzione di Giovanni Rossi, autore del libro, Led Zeppelin '71, e ripresa da Panorama: una notte di scontri tra pubblico e polizia, fumogeni, violenza, musica interrotta. Quello meno noto, ma del tutto evidente dal manifesto, è nella composizione del parterre di artisti. Samuel Beckett non avrebbe saputo far di meglio.

Vent'anni più tardi, al Forum, nulla di quanto accadde al Vigorelli si ripeté. Anzi, fu uno show entusiasmante. Page e Plant seppero ricreare l'energia, il suono e il carisma dei Led Zeppelin pur non essendo più tali, e pur in assenza di un gigante come Bonham alla guida della sezione ritmica. Ricordo che chiusero con Rock'n'roll e che il palazzetto resisté per miracolo all'esplosione di entusiasmo di tutti, sotto il palco e sugli spalti. Tutti, tranne una: Angela. Nei suoi occhi la noia vissuta fino a quell'istante si trasformò in terrore vedendo migliaia di persone ondeggiare vistosamente a pochi metri da Plant e Page, con accenni di pogo qua e là. Lei, a digiuno di certi rituali, si immaginava di assistere da lì a poco alla tragedia di centinaia di individui schiacciati da altri. Alla fine del concerto, diede risposta alla domanda di cui sopra senza che gliela facessi: «Ma che concerto del cavolo! A me hanno dato i biglietti dicendo che erano un gruppo degli anni Sessanta, tipo i Dik Dik!». 

Ecco, la visione di Angela è tutta in quel manifesto. Che, nella sua forma, veste come meglio non si potrebbe l'abito mentale di questo blog: musica, senza steccati. Che sia Dalla, Morandi, i Ricchi e Poveri o i Led Zeppelin, non importa. È musica, punto e basta. Però anche gli steccati servono, qualche volta: non per alzare barriere, ma per illuminare la strada che conduce al punto in cui pubblico e artista si incontrano nel migliore dei modi. 

(E per chiudere, Rock'n'roll!)







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