Musica, senza steccati

mercoledì 29 luglio 2015

L'inno di Allevi fa schifo, anche se non fa schifo

00:52 Posted by Igor Principe , , No comments
Ogni volta che Giovanni Allevi pubblica nuova musica - un disco, un inno, un fischiettio - si scatena il tiro al piccione. Adesso è il turno di O Generosa, l'inno che farà da sigla alla prossima Serie A: un attimo dopo averlo ascoltato, i social hanno cominciato a ribollire di ironie, sarcasmi e strali. Risultato: O Generosa è come la Kotiomkin.

Ma fa davvero così schifo, quest'inno? Per irrobustire la mia opinione ho provato per un secondo a immaginarlo composto da altri, non meglio identificati. Possono essere artisti noti come Nicola Piovani o Luis Bacalov, o anche uno studente fresco di diploma - pardon, laurea - in Conservatorio. Quel che si ascolta, indipendentemente dalla mano che l'ha scritto, è un pezzo di 40 secondi con un attacco dal sapore barocco, dove dominano le trombe. Poi arriva un coro le cui parole sono incomprensibili a meno di leggerle. Un tappeto d'archi sorregge il più evidente cambio di armonia, con la musica che si fa più imponente prima di andare a chiudersi con impeto. Eccolo, se volete ascoltarlo.



Me lo richiedo: fa così schifo, quest'inno? Per avere le idee ancora più chiare l'ho accostato all'inno della Champions League, forse la sigla televisiva più famosa degli ultimi anni. Il clima è lo stesso: imponenza, cori, trombe che squillano felici. Adesso il motivo è familiare, ma le prime volte che lo ascoltavo mi irritava. La melodia, nel canto e nella metrica, mi sembrava irregolare, fatta di strani intervalli tra le note; non una cosa che la ascolti e dici «oh, che bella». Eppure, mi sono (ci siamo) abituato.

L'iniziale disorientamento procurato dall'inno della Champions non c'è con quello di Allevi. O Generosa non mi pare memorabile per forza innovativa, ma nemmeno così terribile come viene descritta. C'è un'intro che assolve al compito di catturare l'attenzione di chi ascolta; c'è una melodia molto orecchiabile; ci sono vaghi richiami a colonne sonore famose (io ci ritrovo Superman e Mission). C'è insomma il necessario per pensare che Allevi abbia scritto ciò che gli abbiano chiesto di scrivere. Il che non dovrebbe destare ironie o scandali. E allora, perché tutto 'sto casino?

Perché - e qui sta il punto - Allevi è ormai nella condizione di essere un Re Mida al contrario: tutto ciò che tocca, diventa fango (eufemismo). Potrebbe scrivere una nuova Quinta o un nuovo Parsifal: non servirebbe a nulla. Allevi è un caso irrisolvibile e la colpa è solo sua, per aver aderito a una precisa strategia di comunicazione del proprio personaggio. Questo personaggio. Una strategia sulle prime vincente, poi fallimentare poiché è stata estremizzata e ha spinto molti ad aprire il sipario per vedere cosa ci fosse dietro. Chi Allevi sia veramente l'ha scritto uno che lo conosce da molto tempo - Saturnino - e credo non ci sia null'altro da dire sull'uomo.

Sulla sua musica, qualsiasi cosa si voglia dire risulterebbe inutile. Ed è un peccato, perché la musica non merita pregiudizi.



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