Musica, senza steccati

mercoledì 15 luglio 2015

Ramin Bahrami, Danilo Rea, Webnotte: un momento in cui perdono tutti

06:25 Posted by Igor Principe 1 comment
Foto: Matteo Del Lucchese
Webnotte è una delle cose per le quali ti vien da urlare «viva internet». Gino Castaldo ed Ernesto Assante - che, li apprezziate o meno come giornalisti, sanno ciò di cui scrivono - ospitano musicisti e artisti vari in uno scanzonato salotto, nel quale accadono cose spesso piacevoli. C'è un'informalità che anche nella televisione parcellizzata nei mille canali del digitale (terrestre o meno che sia) faticherebbe ad affermarsi. Tra tutto, ricordo una You Make Me Feel (Like a Natural Woman) di Giorgia davvero emozionante.

Ieri Webnotte è andato in onda da Perugia, dove è in corso Umbria Jazz. Tra gli ospiti della serata, Ramin Bahrami e Danilo Rea. Altri due che, li apprezziate o meno come musicisti, sanno dove mettere le mani quando sono davanti a un pianoforte. Per quanto valga la mia opinione, non ho competenza per giudicare Bahrami come interprete di J.S. Bach; quanto a Rea, ho molto amato il suo Introverso e trovo seducente il suo groove, dal quale scaturisce un modo di costruire gli accordi quasi graffiante.

Dico tutto ciò come premessa doverosa: da Castaldo a Rea, il quartetto protagonista nel video che vedete in fondo al post è fatto di professionisti che ammiro. E che però, in questa occasione, mi hanno disorientato fino quasi a deludermi.

I musicisti salgono sul palco per presentare un proprio progetto dedicato a Bach: due pianoforti e partiture mai eseguite prima. L'idea risponde ai canoni tipici della contaminazione: un pianista classico, un jazzista, un autore che - come ha dimostrato Jacques Loussiers - ben si presta al linguaggio della musica afroamericana. Bahrami e Rea hanno eseguito l'Aria sulla Quarta Corda, nota ai profani come «sigla di Quark». È come l'Inno alla Gioia, la Piccola Serenata Notturna, la Toccata e Fuga in Re Minore, la Quinta Sinfonia, il Va' Pensiero: musica che conoscono anche i tralicci dell'energia elettrica.

Se l'intenzione dei musicisti era trasmettere lo spirito del progetto su cui stanno lavorando, delle due l'una: o è un progetto destinato a fallire, o quello era il palco meno adatto per comunicarlo. Bahrami ha suonato in modo scolastico, quasi senza dinamiche; Rea ha ricamato controcanti senza fraseggio jazz. Deludente, appunto.

Eppure, alla fine, arrivano gli applausi, Rea si avvicina a Castaldo e dice «è andata!», questi ribatte «Fantastico». Una chiosa che connota il momento come qualcosa di straordinario, inserendolo nell'ormai sterminato catalogo di quegli eventi che sono tali a prescindere per il solo fatto di avere due calibri sul palco impegnati a fare qualcosa di diverso dal loro solito. Il punto, più che musicale, è giornalistico: per lo standard dei due musicisti quel momento è stato mediocre,  ma il contesto era tale da non poter dichiarare altro se non meraviglia. Pensate cosa sarebbe successo se Assante o Castaldo, a fine esibizione, avessero detto: «Si, vabbè, pensavamo qualcosa di meglio». «Certo, le note erano giuste, eh. Ma insomma, da voi due ci si aspetta altro».

In altre parole, quel momento fotografa lo stato della comunicazione musicale sui media generalisti: l'offerta è sterminata, perché togliere spazio a ciò che vale dandolo, con una recensione negativa, a ciò che non vale? Ciò che passa, insomma, è straordinario. E se dal vivo c'è il rischio che non lo sia, è straordinario lo stesso.

PS: magari non straordinari, ma sicuramente ben riusciti sono stati altri momenti del Webnotte di ieri. Per esempio, quando gli Sugar Pie hanno riletto i Beatles.

1 commento:

  1. Concordo appieno. Visti giusto una settimana fa non ho ricevuto molto dal concerto, di jazz nemmeno un lontano ricordo, di Bach una esecuzione precisa ma senza identità. Non capisco questi progetti, non capisco se sono io a non capire visti gli applausi della sala (del resto applaudire Bach è pleonastico...). Ma trovo tutt'oggi così strano questo jazz in frac...elitario, ripulito, borghese...

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